May you live in Interesting Times

Esxence 2019
Set 06 2019

May you live in Interesting Times

                                                                                                                      

Se fosse possibile, vorrei entrare dentro di lei. Dentro di lei mentre mi dipinge. E guardarmi coi suoi occhi. In questo modo forse riuscirei a comprendermi più profondamente. E anche lei, professore, riuscirebbe a capirmi meglio. […] 

Però sa, in certi casi è qualcosa che fa davvero paura.

-Comprendersi meglio?

-Sì. Insomma, il fatto che per comprendersi meglio sia necessario ricorrere a qualcun altro. […]

È per questo motivo che abbiamo bisogno di quadri.

-Esatto. Proprio per questo motivo. 

Così come abbiamo bisogno di letteratura, musica…questo genere di cose.       

                                                                                                                                 (Murakami Haruki)

Abbiamo bisogno di arte. Di bellezza, di poesia ed emozione. Siamo esseri umani ed emozioni e sentimenti ci tengono in vita. Abbiamo bisogno di arte. In ogni forma, anche nella sua espressione olfattiva. Un’espressione corporea, primordiale, emozionale.

Esxence è il luogo in cui il mondo celebra quest’arte; una manifestazione che cresce ogni anno di più. Crescono i visitatori, cresce il numero delle richieste di partecipazione, crescono gli appuntamenti con gli esperti più autorevoli del mondo del profumo e della sensorialità. I migliori giornalisti legati all’arte della profumeria annusano e scrivono, creando letture, recensioni e ispirazioni.

Cresce la community, reale e virtuale. Aumentano gli scambi e le connessioni. 

Esxence cresce, così tanto che gli spazi fisici non bastano più…

La città è sempre più avvolta dalla scia profumata che parte dalle essenze esposte durante la manifestazione: la Milano Fragrance Week porta la cultura olfattiva ad incontrarsi con altre arti. Coraggiosi visionari ci sostengono e prestano il loro talento alla nostra causa votata a scoprire il mondo con il naso all’insù.

Quando si cresce è difficile fermarsi a pensare.

Ma ora che sono state appena annunciate le nuove date per il 2020 è il momento per farlo.

Esxence è il punto d’incontro della profumeria d’autore, un settore di nicchia ma con un valore commerciale indubbio, tanto da attrare sempre più investitori e grandi multinazionali. Un settore che possiamo considerare il laboratorio alchemico dove prendono vita idee libere, che influenzano l’intero mercato della profumeria e del beauty.

Fragranze in libertà. Profumeria e arte. Ancora difficile far convivere queste parole?

Quando mi domandano cos’è Esxence rispondo che è l’evento di profumeria artistica più importante a livello internazionale. La domanda che spesso mi viene posta subito dopo è “E cos’è la profumeria artistica?”. 

È il momento in cui l’arte comunica attraverso l’olfatto. 

Un linguaggio artistico, al pari della pittura, della scultura, della musica o del cinema.

Ma forse quello che ci risulta ostico in questa definizione non è tanto il profumo, che sappiamo essere una composizione di note, di materie prime naturali o sintetiche, che insieme creano sinfonie più o meno armoniche, amate o odiate, indimenticabili o passeggere. Forse la difficoltà sta nel definire l’arte.

Ho appena visitato la Biennale d’Arte di Venezia, e la mostra curata da Ralph Rugoff ha un titolo che suona come una grandiosa opportunità: May you live in Interesting Times. Possa tu vivere tempi interessanti. Possa tu usare l’arte per affrontare questi tempi di rivoluzione permanente. Possa l’arte essere una guida per rendere questi tempi il più interessanti possibili. 

L’arte esprime una possibilità. E le opere esposte in questa Biennale lo fanno con grazia e forza insieme. Affrontano problematiche sociali, sentimenti appassionati e contrastanti, ma ciò che accomuna gli artisti non sono tanto le tematiche, quanto la capacità di avvicinarsi ad esse in modo non convenzionale, invitando il visitatore ad aprirsi ad infinite conclusioni possibili, a prendere in considerazione punti di vista poco familiari. L’artista non fornisce una risposta, ma propone un punto di partenza per riconsiderare noi stessi e il mondo.

Come spiega Paolo Baratta, Presidente della Biennale, entrando nella Mostra il “pubblico” diventa “visitatore”, passa ad essere “osservatore”, subisce un effetto di spaesamento di fronte all’opera, in seguito al quale si interroga, sperimenta curiosità, e infine scoperta e meraviglia.

E queste opere non sono solo visive.

Si vive un’esperienza intensamente poetica attraversando il paesaggio sonoro For, in your tongue, I cannot fit di Shilpa Gupta: una sinfonia di voci che intonano i versi di cento poeti incarcerati.

Si cammina dondolando sui tappeti del padiglione della Francia nei Giardini della Biennale dove Laure Prouvost ha creato uno spazio onirico liquido e tentacolare.

Si viaggia vertiginosamente nel padiglione delle Filippine, nel quale Mark Justiniani ha ricostruito l’arcipelago indagando il ruolo della vista nella costruzione della verità.

Si respirano i luoghi attraverso l’odore caldo del cuoio dell’istallazione del padiglione dell’Arabia Saudita di Zahra Al Ghamdi.

Registri sensoriali diversi per un unico obiettivo. Mostrare nuovi punti di osservazione della realtà. 

Creare nuove possibilità per interpretare il nostro tempo e capire quanto può offrirci e capire noi stessi rispetto a queste trasformazioni incessanti.

In questo mondo della possibilità la profumeria artistica si può chiamare arte a tutti gli effetti. Crea “opere aperte”, racconti che solo il fruitore può terminare, con la propria percezione, la propria pelle:

“L’autore offre insomma al fruitore un’opera da finire: non sa esattamente in qual modo l’opera potrà essere portata a termine, ma sa che l’opera portata a termine sarà pur sempre la sua opera, non un’altra, e che alla fine del dialogo interpretativo si sarà concretata una forma che è la sua forma, anche se organizzata da un altro in un modo che egli non poteva completamente prevedere: poiché egli in sostanza aveva proposto delle possibilità…”(U. Eco, Opera Aperta)

Esxence ha il compito di mantenere vivo lo spirito artistico della profumeria, svolge il ruolo di catalizzatore per il mercato, permettendo l’incontro tra brand e operatori di settore; ma queste giornate, di evento espositivo, laboratori, convegni e workshop sono l’occasione per far uscire la cultura olfattiva dai suoi confini per permetterle di presentarsi al pubblico. 

Non si tratta di rendere Esxence un evento “turistico”, ma garantire un’offerta aperta, libera, coinvolgente che porti le persone a fare domande, appassionarsi, mettere in discussione il proprio “sentire”, il proprio modo di considerare e “usare” l’arte. E forse il visitatore che ora non conosce questo mercato un giorno aspirerà ad avere una fragranza d’autore tanto quanto un quadro o una fotografia.

Artisti, brand, giornalisti, studenti, critici ed esperti, e pubblico in dialogo aperto. Apertura significa lasciare guardare le cose da un altro punto di vista.

Per comprendersi meglio è necessario ricorrere a qualcun altro”.

 Per questo abbiamo bisogno di quadri, di musica, di profumi…abbiamo bisogno dell’arte. 

Bibliografia:

-Murakami Haruki, L’assasinio del Commendatore

-U.Eco, Operta Aperta

-Paolo Baratta e Ralph Rugoff, intervento di apertura BIENNALE ARTE 2019 

 A cura di Beatrice Balzarotti –  Laureata in Antropologia ed Etnologia. Studia i linguaggi della comunicazione da una prospettiva culturale, sensoriale ed emozionale.

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